UMBRIA: L’ Umbria in Bici: Umbria in MTB – 

Tre giorni nella verde Umbria.  Partenza lungo l’asse del fiume Nera, la Via delle Acque, seguendo il suggestivo tracciato della Tramvia Terni Ferentillo fino al borgo medievale  di Scheggino.; una immersione  nella rigogliosa vegetazione Umbra, costeggiando i Borghi più belli della valle. Tardo pomeriggio rientro in Hotel per la cena ed il pernottamento.

Una intera giornata è dedicata alla vecchia Ferrovia Spoleto-Norcia, a scartamento ridotto,  inaugurata nel 1926. Lungo il percorso, relativamente breve di 51 chilometri, vennero costruite ben 19 gallerie – la più lunga delle quali, nei pressi di Caprareccia di quasi 2 chilometri – e 24 tra ponti e viadotti; fu chiusa nel 1968  dopo molti anni di inutilizzo; nel luglio del 2014 sul tracciato della vecchia ferrovia è stato inaugurato l’attuale percorso ciclopedonale. Il primo punto spettacolare è senza dubbio il viadotto del Cortaccione; l’ardito ponte sul torrente Cortaccione,  lungo 120 metri, alto più di 60 metri – il più alto del percorso – formato da 4 campate che uniscono i due lati della valle e permette di avere un bellissimo punto di osservazione sulla zona circostante.  Il tracciato è in sterrato ben battuto nella prima parte e un po’ più smosso nella seconda. In più, non dimenticate che ci sono diverse gallerie completamente buie, che possono essere affrontate solo portando con voi una luce o una torcia. Sono richieste un minimo di preparazione ed esperienza; giusto quanto basta per godervi senza rischi questa avventura.

E non si può assolutamente tralasciare  una della cascate più famose d’Italia. Si trova nella Valnerina, a poca distanza dalla città di Terni, nel meraviglioso Parco Naturale della Cascata delle Marmore. E’ uno dei luoghi obbligatori da visitare: la sua bellezza ha affascinato nel corso dei secoli poeti e scrittori, e continua ad affascinare ogni anno migliaia di turisti che decidono di visitarla. E’ considerata una delle più alte d’Europa: il dislivello complessivo tra la cima e la base è di 165 metri, suddiviso in tre salti che le donano lo spettacolare aspetto attuale. La cascata è’ formata dal fiume Velino, che si getta nel fiume Nera fluendo dal vicino lago di Piediluco.  Il nome Marmore  deriva dai peculiari sali di carbonato di calcio che si sedimentano sulle rocce della montagna, il cui riflesso della luce del sole li fa assomigliare a cristalli di marmo bianco.