MAROCCO : Marocco indaco e Chefchaouen – 9 giorni –

Indaco come le porte di Chefchaouen, che si aprono su vicoli dipinti di bianco. Villaggio di montagna inaccessibile, roccaforte contro gli invasori spagnoli nel XVII secolo, Chefchaouen ha un fascino particolare, fatto di discrezione, cortesia e accoglienza. Tutti gli edifici, le porte, le finestre, le fontane e le strade sono dipinte nelle diverse tonalità del colore indaco. La medina, la città vecchia, è un dedalo di vicoli lunghi e stretti colorati di azzurro. Il motivo è puramente religioso e non estetico. Abitata da popoli berberi, fu fondata da spagnoli provenienti dall’Andalusia esiliati nel XV secolo; ecco perché la parte antica della città ha un aspetto molto simile a quella dei villaggi andalusi, con piccole vie dal tracciato irregolare. Gran parte dei suoi abitanti ancora oggi parla spagnolo. Il centro della città è la piazza di Outa-el-Hammam , dove si trovano una splendida fortezza e una moschea con la torre a base ottagonale. All’interno della kasbah ci sono bellissimi giardini rigogliosi.

L’indaco, colore nobile, e tutte le sue sfumature ci accompagnano lungo tutto il viaggio, tra monumenti di straordinaria bellezza e antiche leggende. Tangeri riunisce una favorevole posizione naturale, la mitezza del clima e il fascino di città cosmopolita divisa tra i moderni quartieri europei e l’atmosfera della vecchia città araba; la città vecchia, la Kasba, il palazzo del sultano, con bei giardini andalusi, cortili e passaggi segreti; un museo con  bellissimi mosaici romani e una interessante sezione di storia antica Berbera; la medina con i mercati  e gli stretti vicoli che scendono verso il porto, tra colori e suoni. E poi ancora Meknes, Fes, Marrakech: luoghi dal fascino senza tempo che furono, in tempi diversi, residenza dei sovrani del regno del Marocco; perdersi nei colorati souq ricchi di spezie, botteghe di artigiani e mercanzie. Un viaggio dall’immensa Bab Mansour di Meknes, ai mosaici delle moschee, al mare di Tangeri e al cielo terso di Marrakech.